Un martedì piovoso di novembre aprii gli occhi e la prima cosa che vidi fu lo sguardo esausto di questa ragazza. Niente male pensai: occhi neri, magra e un buon profumo. Mi stregò subito. Mi mise una tetta in bocca e capii che ero capitato nel posto giusto al momento giusto quindi decisi che da quel momento in poi l'avrei chiamata "mma-mma". Solo in seguito venni a sapere che la tipa era già impegnata ma ci legammo comunque con un amore immenso. Stava già con un ragazzo spigoloso nel corpo e nei modi basta pensare che quando mi vide accennando un sorriso mi alzò all'altezza della sua faccia e senza permesso mi baciò. Ero perplesso ma smisi quasi subito di diffidare e da quell'istante lui divenne la mia montagna di granito, il maldestro scoglio sul quale mi aggrapperò in seguito per il resto della mia vita nei momenti davvero bui. C'era anche un piccolo tizio che urlava e rideva, sembrava arrivato prima di me perché era più grosso e aveva più capelli. Lo chiamavano Marzio. Mi abbracciò e mi avvolse teneramente dal primo momento quindi stabilii che era meglio fidarsi e feci bene perché il ragazzino non smise mai negli anni di proteggermi. Nelle mie prime ore di vita decisi che questi sarebbero stati la mia famiglia, tre persone straordinarie che avrebbero sopportato pazientemente le mie agitazioni e le mie disarmonie. Poi crebbi e intuii di non essere proprio solo, passarono amici, esperienze, situazioni, scorpacciate di sale e colpi terribili che non mitigarono affatto la mia innata timidezza ma rendevano vivo il mio cuore. Qualche anno dopo arrivò Melissa questa strana femmina con due smeraldi luminosi al posto degl'occhi che apparivano sereni e gioiosi. La guardavo con sospetto perché io non ero così. Lei rise da subito e pensai "ok benvenuta anche a te". Molto più tardi appare ancora un'altra piccola donna: Arianna. Occhi neri come la notte, caratteraccio, permalosa, casinista. Praticamente siamo due gocce d'acqua. "Ok vieni anche tu c'è spazio". E poi ancora Elia.. un lampo accecante di gioia, coccole e curiosità.
Ok, sono circondato da Luci.
Mi chiedo il motivo di tante Stelle nella mia vita e ho capito che ci sono perché io tendo sempre ad andare alla deriva mi perdo nel buio del mio cuore e questi bagliori stanno li a darmi una direzione. Un senso.
Il resto è poca cosa, niente d'importante, la maggior parte delle persone che conosco e che ho conosciuto sono inutili morti che consumano aria. Ma forse sono inutile anche io boh. In definitiva non ci ho capito molto della vita so solo che è sciocco dibattersi.
Anzi no. Mi dibatto.. eccome se mi dibatto!
Attualmente respiro ancora ma non so quanto durerà.
 
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Gabrio, Firenze 2006.






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