Due cose:
Che il mondo faccia buon uso di tutto ciò.
Che il mondo faccia buon uso di tutto ciò.
[pullman con 22 giocatori di rugby fiorentini inferociti per una trasferta a Pesaro
annullata all'ultimo minuto dall’arbitro per impraticabilità del campo dopo 4 ore di viaggio]
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[pullman di allegri ultras di una squadra veneta di calcio di serie B]
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[Autogrill]
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I tifosi di calcio diventano bravi come una comitiva del circolo di ricamo in visita a San Giovanni Rotondo.
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Non molto tempo fa mi sono recato all’Acquario di Genova, è un luogo magico pieno di fauna marina interessantissima. Certo le meduse nei cilindri rapiscono col loro baluginare d’azzurro, la spugnosità delle razze stupisce così come la moltitudine colorata di banchi di pesci tropicali ivi allevati. Ma quello che naturalmente mi ha colpito di più è la vasca degli squali: enormi preistorici killer che si muovono lentamente in attesa della preda, pesanti e agili ondeggiano ghignando beffardamente agli sciocchi turisti. Chissà come ci vedono. Chissà quali pensieri gli suggerisce la loro antichissima psiche. Noi osserviamo loro e loro osservano noi. Sono stato ore a guardarli dentro quegl’occhi bui, in quelle lucide palle nere senza pietà. Dietro quei poderosi vetri ho avuto anche l’impressione che uno di loro mi fissasse rallentando come sospeso nell’acqua, esattamente così come lo fissavo io. Un ammasso di violenza compressa al di là delle pareti cristalline. Due mondi che si toccano: io un esemplare di belva umana che perde i suoi dogmi sul bene e sul male, lui un esemplare di belva animale che riconosce in un altro essere una natura simile alla sua, spaventosa, selvaggia e fiera. Un attimo lungo una vita. Un’era che separa le nostre esistenze ma che per un interminabile istante ci unisce in un’arcaica bestialità. Ci scorgiamo a vicenda. Io e lui spietati, aggressivi, potenti ma fondamentalmente buoni. Mi chiedo cosa vede in me.
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~ Esperimento del 11 febbraio 2009 ore 22:20 ~ |
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[ IPOTESI ]
L’amore per la scienza mi ha portato ad eseguire un esperimento termofisico sulla percezione della temperatura dell’acqua che un corpo esausto ha dopo un fangoso allenamento serale.
[ TEOREMA ]
- dati due diffusori disponibili
- dati i relativi rubinetti regolabili
- data la disponibilità di acqua ghiaccia marmata in caduta verticale
- data la disponibilità di acqua calda gradazione "morso di vipera"
[ COROLLARIO ]
Regolando la doccia N°1 sul lato rosso e alzando la gamba sinistra verso la doccia N°2 precedentemente aperta sul lato blu si nota: il calore vaporeo della doccia N°1 si diffonde secondo la legge di gravitazioneuniversale (cioè dall’alto verso il basso per il noto principio terrestre detto forza di gravità) facendo pervadere in ordine testa, tronco, braccio destro, braccio sinistro e gamba destra mentre il freddo glaciale della doccia N°2 anestetizza l’arto sinistro con le stesse condizioni fisico-acquee. Ho osservato in questo lasso temporale che la bipolarità sensoriale non viene percepita "fusa" ovvero non si ha un controbilanciamento di due forse opposte che si annullano generando uno stato neutro bensì si avvertono due distinte sensazioni: la prima di caldo mortale e la seconda di freddo cane. Ho quindi dimostrato che facendo due doccie diverse ad opposte temperature nello stesso spogliatoio contemporaneamente non dona una sensazione tiepida ma altresì fa solo sentire un caldo boia e un freddo tremendo.
CONCLUSIONI
Premesso che non voglio ringraziamenti di alcun genere, spero a chiunque passi di qui che quest’esperimento peraltro facilmente riproducibile serva a gettare luce su alcune erronee credenze popolari come "se faccio una doccia calda e una doccia fredda contemporaneamente sento tiepido". È una delle tante bugie che ci circondano. Grazie.
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