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Finalmente libero

venerdì, Gennaio 25th, 2019
 

Sono stato decenni in prigione, dentro me stesso, confinato nel desiderio di sogni, di illusioni, di speranze, di attese, di auspici, di benevoli auguri, di aspettative, di previsioni, di promesse, di miraggi di affetto e di amicizia. Senza sosta ho incontrato i miei demoni, li ho repressi, combattuti, piegati e fiaccati per poi vederli risorgere furiosi come titani incandescenti. Stavano sempre all’interno di me qualsiasi cosa facessi, qualsiasi cosa dicessi e pensassi pronti a torcermi una spada arroventata nel cuore ad ogni mia piccola debolezza.. E sono state inutili le fughe a perdifiato da me stesso, mi ritrovavo ogni volta in loro compagnia beffardamente ancora dentro di me.
Ma poi è accaduto che in alcuni momenti orsono all’improvviso con calma abbia rincontrato i miei amati demoni. Li ho riconosciuti. È stato strano guardarli negl’occhi, avvicinarsi e toccarli. Tanto tempo accanto a qualcuno per poi imbattervicisi faccia a faccia per rendersi conto di non conoscerlo davvero. Li ho ascoltati mentire, li ho assecondati senza rabbia facendo finta di pazientare e finalmente ho fatto la loro vera conoscenza. Ho compreso la loro non esistenza. Vedevo fantasmi. Questa percezione cristallina è stata come una colossale sorda latente bomba nucleare che esplodendo ha annientato tutto in un’orrenda implosione, soffocandoci reciprocamente. Mille scintille esaurite.
E alla fine mi sono accorto che se ne sono andati tutti da me! Cuore compreso.
Si sono scomposti sgretolandosi come giganti d’argilla. Ho vissuto per troppo tempo dentro dolorose tempeste in balia di agitazioni, confuso e frastornato ma poi il vento si è calmato tutto ad un tratto!
Ora c’è una piacevole brezza di solitudine assoluta, di morbido abbandono e di levigato distacco. Stavano tutti dentro di me come ospiti indesiderati, ognuno ad usurpare il fragile cuore di un bimbo imbranato. E poi via. Addio.
Adesso sono libero. Non rientrerò più dentro di me. Non vale la pena stare li. Onestamente credevo di trovare sconforto, disperazione, scoramento o sfiducia o addirittura delusione e invece è buffo: niente costernazione, nessuna angoscia.. Solo quiete.
Sono stato tanti anni in prigione dentro di me e ora finalmente sono uscito. E come se non bastasse nessuno potrà mai capirlo.
Sono uscito!
Adesso sono libero!
Finalmente ora sono… fuori di me!!!

Anche oggi tutto bene…

giovedì, Febbraio 26th, 2015

Pensavo peggio oh..
Pensavo oggi fosse peggiore di ieri invece avevo ragione.
Voglio vedere fin dove arrivo.
Per curiosità.

Vediamo chi si stanca prima

martedì, Maggio 21st, 2013

Specchio delle Brame

martedì, Maggio 31st, 2011
Non so se sono le abbondanti ore di sonno o la fresca energia che la notte mi versa dentro, fatto sta che ultimamente la mattina son davvero messo bene. Bello proprio.

Ante Post Mortem

mercoledì, Marzo 9th, 2011
NON CREDEVO CHE SI SAREI RIUSCITO
A FARE PROPRIO OGGI IL MIO
 
TESTAMENTO
 
 
 
 
 

 

Oggi mi sento così.

mercoledì, Giugno 30th, 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi assolvo e dissolvo

mercoledì, Maggio 26th, 2010

 

 

Chissà come mi farei se mi disegnassi da solo.
Forse mi farei meglio di come sono adesso.
E direi "non sono cattivo è che mi disegno così"

 

 

 

 

 

 

Io & Lui: Noi.

mercoledì, Aprile 21st, 2010

    Quante volte ci ho pensato a togliermi la maschera e a farmi vedere per quello che sono oppure cosa ho dentro poi ci rifletto ed esito sempre. Perché mai dovrei mostrare la mia vera identità? Perché esternare le reali pulsioni del mio cuore? Non che non ci abbia provato infatti spesso sono arrivato tanto così dallo svelarmi e fortunatamente qualcosa mi ha regolarmente frenato: una coincidenza; l’amor proprio; un sussulto di timidezza o la consapevolezza che non è importante l’approvazione altrui. Di comprensione poi nemmeno a parlarne.

Il mostro che è sorto negl’anni per proteggermi ha preso repentinamente il mio posto come un enorme scoglio bruno opposto alla tempesta della vita dove ogni onda si è infranta sbriciolandosi in mille goccioline trasparenti. Questi ha imparato le mie abitudini, mi ha protetto e giustamente adesso chiede la paternità della mia esistenza come un sequestratore buono. Un animale rarefatto, molto furbo. È rassicurante avercelo fuori anche se non è incline all’ascolto ma devo riconoscere che ne ha il pieno diritto. Il problema è che lui non ha paura quindi non vede le conseguenze delle sue azioni ma io si e appunto ho paura. Anche di Lui. E di Me.

Talvolta non riesco a distinguere chi sono io e chi è l’altro, li confondo spesso perdendomi nei particolari: l’uno tetro, intenso, tenebroso e l’altro solare, giocoso e sferzante. Banale. Ma sovente dolce come l’aroma di mandorle amare.
«Fallo!»«Non farlo!» è una lotta continua, vengo sopraffatto da me stesso.
Sono il mio ostaggio.