Venerdì, Aprile 20, 2007

Un paio di buchi

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Final.mente ho capito cosa mi dava noia: ho fatto un paio di fori nel cervello perché mi stava largo.

Lunedì, Aprile 16, 2007

Quando

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Quando tutto sembra peso.
Quando ogni cosa appare obscura.
Quando sai di essere sommerso dalla merda.
Quando va storto tutto.
Quando l’onda nera sta per travolgerti
Quando rivedi la tua vita come un inutile istante nell’infinità del tempo.
Quando guardandoti vedono solo il panorama dietro di te
Quando respiri ma è lo stesso anche se non lo fai
Quando l’impercettibilità delle cose diventa un sibilo assordante e crudele
Ma quando vai dal benzinaio, ti accorgi che hai 10 euri e lui te ne ha già infilati 15 nel serbatoio capisci di essere davvero nella merda. Sai che saranno inutili le bieche scuse, gli sterili giochi di prestigio e qualsiasi tentativo di attriburiVi una lontana parentela familiare. Saprai di essere solo Tu, Lui e le sue lerce unghie da Nazgul petrolifero. Ingoi saliva come pietre salate, sudi gasolio e inspiri vapori tossici sperando di trasformarti in una molotov umana. Quando poi scatta il blocco della pompa a euro 18,50 e il tuo cuore cessa di pompare il tuo inutile sangue verso la periferia del corpo, generi sorrisi ebeti come interminabili momenti persi per sempre.. come lacrime nel.. petrolio.

 

Giovedì, Aprile 12, 2007

Zuccherina.

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Martedì, Aprile 10, 2007

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I Dolo®i Del Giovane Enne

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Quando frequentavo l’Istituto Statale d’Arte a Firenze c’era una ragazza che gravitava, tipo icona sacra, nell’ala dove mi avevano confinato. Oltre che essere vergognosamente bella (la miglior copia di Sharon Stone ma più bella, parecchio più bella) era anche molto cazzuta: fumava, beveva e ti guardava con l’aria di chi sapeva di potersi permettere di cagarti in bocca. Nessuno osava far commenti su di lei neanche in privato. Roberta era una specie di pietra angolare dell’universo femminile, il metro di paragone per dividere gli dei dagl’umani. Io naturalmente ero un piccolo Figlio Del male Stronzo in erba e quasi m’irritava sapere che nel globo esistesse troppo vicino al mio corpo un essere così luminoso. La guardavo con rabbia e amore, volevo Roberta per me come si tiene un animale raro in gabbia, per dimostrarne il possesso e la superiorità, costringerla a supplicare la mia infinita misericordia ma siccome non me l’avrebbe data neanche se fossi stato Torquemada all’epoca dell’Inquisizione, ruggivo e soffrivo come un lombrico infilzato nell’amo. Non la guardavo quando lievitava nei corridoi avvolta da un bagliore azzurrognolo, Lei lassù nell’olimpo del mondo e io come sempre all’inferno in mezzo a sudore e fiamme. I miei occhi erano quello di Cerbero. Stranamente ogni tanto il suo sguardo s’incrociava con il mio e da buonvalorosocondottieroindomitoesenzamacchia mi cacavo piacevolmete addosso.

Passano gli anni e ogni tanto pensavo "chissà che fine avrà fatto Roberta? Se dovessi rincontrarla vorrei avere la possibilità di farmi vedere, magari apparire anche interessante adesso che la crisalide oscura si è finalmente trasformata in possente Farfalla maligna.. "

Nostra Signora Celeste che mi ascolta sempre quando meno me lo aspetto ha esaudito i miei desideri. 

Quattro giorni fa vado in una gelateria per cazzi miei e mentre sgrifo un gelato allo yogurt e pinolo chi rivedo? Roberta!!! Sbavavo come una lemure catta, non ho avuto il tempo di reagire che Lei mi ha guardato e mi ha detto «Hey ma tu non eri a Porta Romana nella sezione arti grafiche? Scusa non ricordo il nome ma ricordo la faccia.. tu ti ricordi di me?» e io «Hem si.. ho l’impressione di conoscerti» (sapevo nome, cognome, data di nascita, gusti, abitudini, numero di scarpe, segno zodiacale, ascendente e anche che aveva la Quinta Casa, 25°, Bilancia, 32′ 04 nella carta del cielo). Abbiamo parlato per circa 10 infiniti-interminabili-favolosi-irripetibili minuti e mentre cercavo di asciugare la bava argentea che rigogliosamente sgorgava dalla mia bocca ho visto che il suo sguardo si posava sul mio petto. Ripetutamente. E ancora. E ancora.
Quando è andata ho notato con stupore e gioia che attraverso lo specchio della gelateria il mio volto era pallido e stremato. Ero riuscito a  tener testa a Roberta, a parlarle tranquillamente senza far trapelare la mia devozione ascetica nei suoi confronti. In fondo anche io sono un bel ragazzo: spalle larghe, braccia possenti, petto largo  e maglietta della Nike®.
Maglietta della Nike®??

Quando mi sono accorto che il baffo era yogurt misto saliva mi è apparsa la Madonna che ha strizzando l’occhio e mi ha fatto bye bye con la sua candida mano.

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