Ti a[r]mo
| Ritorno alle origini. Come si fa a non amarmi o armarmi? |
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| Vedo mostri ovunque, mi devo curare. Quantunque. Con unquenti miracolosi. |
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Sono in auto in coda e guardo dentro i finestrini delle auto, scruto nei piccoli mondi altrui dove la gente canta, si pettina, parla e si scaccola incurante dell’universo; mi concedo un caffè e sento il ticchiolare dei granelli di zucchero di canna rimbalzare casualmente sul piatto di ceramica della mia tazzina; parlo e vedo genti muovere la bocca e produrre parole afone, ne apprezzo le contrazioni muscolari facciali; nella toilette le crudeli ragnatele sembrano tanti piccoli acchiappasogni pellerossa; in ufficio sento i colleghi il premere dei tasti ed è come il martellare di un tante micrograncasse TLICKE TLICKE TLICKE TICKLE TICKLE TICKLE TICKLE respiri, sussurri, peli, laniccio, legno finto, linoleum, cornette del telefono che sanno di saliva e plastica, post-it dagl’angoli divelti, appuntatrici e voci, cazzo, un milione di voci stridule, starnazzano in cerca del loro posto al sole.. sto impazzendo e non so come fare per comunicarlo. Comunicarlo. Comuni Carlo? Cazzo. Aiuto.
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..onde cerebrali mi pervadono la testa.. si cullano e liquefanno le sensazioni.. adDio..
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