Venerdì, Ottobre 31, 2008

VUOTO IN CONDOTTA

Archiviato in: Rubrica d'arte moderna — Gabrio @ 9:00
Siddhārtha Gautama indica la Via del vuoto per il raggiungimento del Nirvana, il Satori Zen è assenza di pensiero, lo stato di trance del Derviscismo Sufico è sospensione dalla fisicità. Anche secondo la teoria dell’ordine di riempimento degli orbitali la materia è vuota, l’universo stesso è vuoto.
Il vaso di pandora però è sfuggito di mano, questa condizione è diventata la cosa più importante nelle nostre teste. Siamo immersi nel nulla. I regali che ci scambiamo sono involucri vuoti, le nostre parole non hanno peso, talvolta siamo costretti a urlare o ad imporle con la violenza data la scarsità cronica di contenuti. Sbraitano tutti il loro nulla, tutti vogliono apparire, basta guardare i muri di una scuola, una comitiva di amici, un comizio o uno stadio. Fiato alle trombe per ? Per non aver niente da dire.
L’adolescenza è un periodo di “vuotezza” che col passare degli anni diventa vuoto totale perché neanche più l’entusiasmo rimane. Si passa direttamente da mocciosi a duri, non serve prendersi responsabilità di alcun genere, si hanno solo diritti. Essere vuoto è un diritto.
Una buona palestra rende la scatola forte e delineata ma poi le apri e che c’è dentro? Le dedichiamo ore e energia mentre all’interno ci penseremo dopo magari se avanza tempo. Prima ci si occupa di apparire poi ad essere siamo sempre in tempo.
Il vuoto ha anche un enorme successo mediatico e culturale, la pubblicità ne è un esempio tumorale: tappezza qualsiasi cosa d’immagini e di slogan esaltando le scatole, svilendo il contenuto. Accendi la tv e per chi ancora non si è fritto il cervello è grossolanamente evidente che un documentario o un buon film servono ad interrompere distrattamente gli spot, non il contrario. Ho ascoltato talvolta interviste a presunti personaggi del jetset e non dicono nulla. Il niente totale. Ridono tutti, buffalmacchi e gigioni, sgomitano per il loro centimetro cubo di denaro, piangono, litigano, vuoti. E tantissime persone ingoiano queste puttanate ogni giorno credendosi immuni, mica son vuote loro.
Metti un criminale megalomane a capo di gruppo di criminali incravattati e grazie a un’oculata pubblicità diventerà il capo di un governo in breve tempo perché in fondo le persone non sanno più differenziare il contenuto della scatola e la scatola stessa. Addirittura a tavola i sapori ci sono suggeriti dalla presentazione del piatto, non dal gusto complessivo. Stabiliamo la qualità di un vino dall’etichetta o dal prezzo, basta sedersi in un qualsiasi ristorante e osservare i commensali. Nel nazismo estetico il packagin sta diventando più importante del prodotto stesso tanto la gente non si accorge.
Ci vendono il vuoto.
Ci siamo abituati al vuoto.
Qualche imbecille  è anche contento del vuoto, essendo vuoto lui lo condivide col mondo.
Due tette finte e un paio di labbra cortisoniche assicurano a una perfetta idiota un discreto successo così come un’auto sportiva fa breccia negli sguardi femminili anche se a guidarla è uno zio mascalzone col riporto.
Installi un programma di messaging e dopo aver scambiato svariate frasi con decine di nickname ti accorgi che non hanno un cazzo da dirti. E guai se all’interno della tua scatola c’è qualcosa, sei uno stronzo o un diverso.
Ma alla fine le scatole vuote mica son contente, il venerdì sera si drogano, si ritrovano, bevono, ballano, scopano ma.. restano infelici scatole.

Meno male che un giorno moriremo. In fondo siamo vuoti a rendere.

 

Giovedì, Ottobre 30, 2008

Sono un mostro

Archiviato in: amore — Gabrio @ 13:21

Se credi che dopo tutto quello che ho passato
ti riserverò un trattamento speciale ti sbagli.
Ho tante cose da fare, le mie giornate sono troppo
intense, mille impegni, diecimila pensieri,
un milione di difficoltà e non posso star dietro
a chi non è neanche capace di capire cosa sono.
Non guardarmi così, pensi di addomesticarmi?
Sono molto più grosso e cattivo di te, un tempo ero come
te ma adesso non c’è più spazio per la tenerezza.
HO DETTO BASTA! NON GUARDARMI COSÌ, BASTAAA!!
Non riuscirai ad ammaliarmi stavolta anche se sei una donna.
Ti ho concesso anche troppo. Mi guardi?
E io guardo te e allora?
Vediamo chi la spunta.


Ok, l’ultimo bacio ma poi basta.
Per questo.. istante.

 

 

 

 

 

 

Mercoledì, Ottobre 29, 2008

Le gallette dietetiche ®

Archiviato in: Noia — Gabrio @ 17:42
Non è il sapore di polistirolo che t’infastidisce. Dopo aver ruminato dei dischi inconsistenti tutto il giorno seguendo una cretina moda da colleghe anoressiche, capisci cosa vuol dire "non ci vedo più dalla fame". Briciole volatili ovunque, sensazione stomaco-Goodyear e vomito. Mentre aspetto che i succhi gastrici riescano a scomporre in enzimi i sintetici chicchi di riso soffiato mi chiedo se facendo una repentina gabriola lo stomaco diventa come una palla di vetro la cui neve fluttua. Vorrei mia madre mi avesse chiamato WIlson. Wiiiilsooooonnnnnnn.. Wiiiilllsoooooooooooooooooonnn perdonamiiiiiiii..

 

mosquiti

Archiviato in: O.BLO'G — Gabrio @ 15:57

È ottobre, fa un caldo innaturalmente appicicoso
e le zanzare si stanno nutrendo di me
anche in ufficio.
Sanno che non posso portarmi dietro
la mia magica racchettina elettrizzata sterminatrice
dunque fanno sagre e balere sui miei stinchi.
Clap!
Clap!
Applaudo sulle loro schiene ma son troppe.
Clap!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia Strada

Archiviato in: Vita reale — Gabrio @ 13:00

Ho fatto un resoconto della mia vita. A trentaquattro anni quando sei pieno di tanti doveri e pochi diritti te lo puoi permettere. Uno di questi è considerarsi, darsi un’opinione o meglio un giudizio cioè stabilire la tua capacità di vivere. Ripenso a tutte le scelte intraprese, le direzioni sperate, le vie percorse e i risultati ottenuti. Ebbene, nonostante l’innato senso autocritico posso affermare con malcelata vanità di possedere un efficacissimo sesto senso che inaspettatamente il 99% delle volte mi fa azzeccare la strada giusta e auspicabile per me. Nella prossima vita voglio reincarnarmi in un bidet, porcaccia troia.. impestata..

 

 

 

 

 

Pagina successiva »

Funziona con WordPress
Creative Commons License © 2007 Gabrio Maionchi. Some Rights Reserved.