Martedì, Marzo 31, 2009

Tattoo’s

Archiviato in: Vita reale — Gabrio @ 8:01
Amo leggere le riviste di tattoo dal parrucchiere, sono cattive, spietate, erotiche e irriverenti. Fatine, ritratti, ideogrammi, fior di ciliegi, fenici.. l’universo dei duri è una miriade di simboli sottocutanei che si espandono sui corpi come ragnatele epidermiche. Piercing e cuori trafitti, filo spinato e rose scarlatte, cosa c’è di più eccitante di una ragazza ipertatuata? Facile, una ragazza non ipertatuata. Io non ho nessun tatuaggio ma non perché non mi piacciono anzi, è che non saprei cosa scegliere, qualcosa che resta permanentemente mi lascia perplesso. Mentre sfoglio però ne vedo uno che forse mi farei, sono folgorato.. altro che carpe giapponesi o tribali spinosi: circonda un ombellico e..

 


Giovedì, Marzo 26, 2009

Il Folle Celeste

Archiviato in: Vita reale — Gabrio @ 11:20

 

Qualche anno fa abitavo nella zona di Firenze Sud molto vicino all’ex Ospedale Psichiatrico di San Salvi dove per effetto della legge 180, la famosa legge Basaglia, vennero lasciati liberi tutti i pazienti ritenuti innocui. Liberi di uscire, liberi di allontanarsi, liberi di alimentare la mia caleidoscopica fantasia. Tra questi quadri viventi di Munch ce n’era uno che mi rapiva totalmente non tanto per il grado di follia che esprimeva quanto per la fissazione che lo ghermiva: il colore celeste! Costui credo avesse all’incirca la mia età ed era follemente definitivamente innamorato del colore celeste, ovunque questo fosse. Tutto ciò che era turchese lui doveva prenderlo, indossarlo, tenerlo: sciarpe del Napoli calcio e della Lazio, improbabili magliette della Vergine Maria che come sanno tutti gl’impostori pastorelli portoghesi è ammantata di questo colore, anelli con gemme in pietra turchese e quando un capo d’abbigliamento come lo sgualcito basco militare che gli campeggiava ogni giorno in testa, lui lo pitturava con uno smalto celeste che si portava diligentemente sempre appresso con un barattolo  traboccante di vernice acrilica celeste. Si muoveva col Ciao Piaggio completamente celeste che emetteva un fumo azzurrognolo (forse versava la vernice nel serbatoio) e perfino le manopole del manubrio dipingeva di celeste infatti le sue mani sembravano quelle di un bambino durante una lezione di pittura all’asilo. In estate il folle passava giornate intere ad osservare attraverso una siepe di alloro, la piscina di Bellariva (oggi Piscina Goffredo Nannini) ma non per sbavare come facevano tutti i consueti maniaci sessuali sui culi delle ignare bagnanti ma solo per il colore turchese che la vasca emetteva, i riflessi celesteluminoso sembravano ipnotizzarlo. Il mondo per lui era un gigantesco riverbero celeste, una cromia monotematica bluastra.
Mi chiedo quale misterioso delirante meccanismo ancestrale regolava la sua esistenza, quale esecuzione divina dirigeva la sua fissazione e sopratutto quale dispettoso Dio lo fece morire all’inizio degli anni ‘90 in un incidente stradale sulle strisce pedonali senza neanche il conforto di un cielo celeste perché quel giorno pioveva ed immerso in una gigantesca appiccicosa coagulata lenta espansiva macchia di sangue.. rosso porporino.

 

Mercoledì, Marzo 25, 2009

Odio i cani.

Archiviato in: odio — Gabrio @ 16:01
Se c’è una cosa che non sopporto è l’abbaiare dei cani. Il loro continuo latrare mi scava nel cervello come un tarlo convulsivo, mangia la mia tolleranza fino a ridurla a un torsolo di convivenza sociale; odio quelli che entrano nei bar e ci portano il fottuto cane magari vestito di stoffa e acciaio, inutile puzzolente ammasso di peli; quelli che fanno cacare queste bestie sonore sui marciapiedi come se fosse normale far defecare per strada, provo una strana sensazione di rabbia e sindrome da grilloparlante quando i padroni vengono sbranati o azzannati da questi merdosi animali. Se non fosse per gli individui che corrispondono malauguratamente ai padroni e ai genitori dei bimbi che subiscono attacchi dai canimerde li farei sbranare da diecimila cavallette affamate; odio quei dementi che lasciano i migliori amici di certi tipi d’uomo nei terrazzi ad ululare alle ambulanze e ai passanti in un continuo baubau snervante che rimbomba nelle vie e nei cortili; odio quelle femmine che trovano il tempo di portare a spasso i loro cani ma che non sono capaci di dedicare due minuti ad un uomo come si deve; odio quelle frasi banali e ritrite che è più facile amare un cane che un essere umano perché gli esseri umani sono cattivi gli animali buoni. Certo che son buoni, basta saperli cucinare.
 

 

 

Venerdì, Marzo 20, 2009

cliccami, toccami.

Archiviato in: amore — Gabrio @ 12:08

 

 

 

 

 

 

Che lo sforzo sia con Noi

Archiviato in: Vita reale — Gabrio @ 9:04


 

Tutte le mattine prendo l’autostrada e tutte le mattine mi chiedo perché molti cami’s (plurale di camion) espongono la foto di Obi-Wan Kenobi con scritto "proteggimi". Forse ci vuole un aiuto Jedi per passare indenni dagl’intergalattici lavori autostradali della terza corsia sul tratto Barberino - Incisa.

 

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