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Sapersi nascondere è un’arte. Ogni persona mi è simile quindi ospita dentro se stessa altri Io che pensano, stabiliscono, si fanno film e se li autocriticano con tanto di recensioni ma sono rare le persone che sanno oscurare consapevolmente alcuni di questi Io e soprattutto che non lasciano arroccare ai piccoli monarchi pazzi il diritto di gestire gli altri. È il consueto giochino dello "scaricabarile delle responsabilità altrui", io faccio poi paga quello dopo. Molti sono brutali, cercano attenzione e visibilità, altri anelano solo godimento altri ancora si lamentano del casino e sognano silenzio. È molto difficile governare con intelligenza questa legione d’Io, certo si possono mortificare o tentare di domarli in alcuni aspetti animali ma è scontato che durante la cena più importante della propria vita si ripresenteranno ruttando o bestemmiando allegramente non curanti dell’altrui presenza. È un po’ come portare una scolaresca di mufloni nel Museo del Vetro a Murano, prima o poi qualcosa succede e non sarà qualcosa di carino. Con pazienza e frusta ho imparato a nascondere bene tantissimi lati del mio carattere, decide un’Io appositamente addomesticato come apparire e con chi scoprirsi ma talvolta sento «Non posso credere a quello che hai appena fatto!!!», candidamente rispondo «Neanche io». Ho la scusa che mica ci credo a quello che faccio, non sono quasi mai presente e se c’ero non ero attento. Quello che si è visto è un altro Io. Io non c’entro.
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