Sacred Tattoo

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Accoglimi tra le tue braccia oh buon Gesù |

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Accoglimi tra le tue braccia oh buon Gesù |
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Guardo indietro nel blog e vedo incredibili epiche gesta.. mi meriterei un solenne riconoscimento anche solo per aver indagato la profondità dell’animo umano e invece mi ritrovo sperso o quasi. Dove sono gli Onori, la Gloria e l’Alloro? Per molto meno c’è chi campa di rendita, chi è al centro dell’interesse sociale, chi viene considerato un disegnatore o un supereroe dunque anche io voglio diventare un mito da idealizzare. Possibile che non mi venga riconosciuto un cazzo di niente? Come esperto di marketing riconosco la mia incapacità nel vendermi, dovrei implementare il mio aspetto, cambiare look, allora: la S d’oro è presa, il ragno sul petto pure, il mantello ce l’hanno tutti e le tutine sono ipotecate. No raggi protonici, no bacchette magiche..hum.. qualcosa devo indossare, sono gli accessori che fanno la differenza! È per questo che mi sento una voce nel deserto, sono senza accessori.
Ci vuole un cambiamento drastico.
Ci vuole coraggio e io modestamente ce l’ho. |

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Ho sentito troppe volte |

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Mentre mi accingevo ad intasare la mia auto col mio esile corpicino stamattina mi sono imbattutto in una scena terribile sulla quale nessuno mai dovrebbe poter porre il proprio sguardo: una bigbabol fucsia probabilmente smarrita da qualche infausto giovinetto riversa sul marciapiede aggredita da centinaia di nevrotiche formiche. Il loro impazzire intorno ad un enorme tesoro di saccarosio mi ha disgustato. Forse è stato il contrasto tra l’immobilità della cicca vergine e la frenetica agitazione delle formiche o forse il paragonarlo al vile gesto del napoletano Maramaldo che pugnala Francesco Ferrucci a tradimento, hanno suscitato in me per un interminabile brevissimo istante un gelido sussulto: mi sono sentito come quel profumato roseo pezzo di gomma, dolcificante, additivi e aromi fragolosi.. spolpato, inerme e cedevole. Arreso e inopportuno sul grigio bitume.
Ho poi proseguito per la mia via come un normale comune essere umano che davanti alle piccole tragedie della vita si volta e perpetra fino alla fine dei suoi giorni, la propria esistenza non senza, e non mi vergogno a dirlo, stillare di nascosto una lacrimuccia di mielosa rugiada zuccherina.
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