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C’era una volta #####,
che si sedette su una panchina di pietra nel parcheggio a pensare alla sua vita. Aprì leggermente le gambe come per trovare stabilità, alzò un piede appoggiandolo verso il cemento e col gomito sul ginocchio iniziò una rassegna singolare: fece una lista di tutte le persone che aveva conosciuto, con le quali aveva avuto un rapporto più profondo e che aveva in qualche modo amato e che poi erano irrimediabilmente cambiate, sparite o morte e cercò di metterle in relazione col suo stato interiore, con i suoi cambiamenti e con la sua crescita ma da subito gli apparve l’incoerenza delle cose cioè che lui non fosse cambiato ma che fossero cambiati gli altri loro. Solo loro.
Durante l’analisi mise da parte il subdolo incessante ego (era talmente abituato che gli riusciva benissimo farlo tacere proprio come non si ascolta un fanciullo fastidioso sulla spalla sinistra che parla straparla blablabla cazzo bla bla di continuo cazzo urla piange e a cui non si da alcun peso) e si domandò “davvero può essere possibile?”. Era possibile che lui non fosse cambiato e gli altri si? Ci rifletté a lungo guardandosi attorno come per cercare la risposta ora su quella siepe gialla accanto, ora in una nuvola, ora nell’incedere della signora con le buste della spesa che ##### salutò perché l’educazione è il caposaldo della dignità. “Salve”. Sorrise.
E dopo un bel po’ giunse alla conclusione che sì, era possibile. Eccome se era possibile!
Lui si ricordava dei sapori che gli erano familiari ed erano rimasti familiari nonostante lo scorrere del tempo, dei gusti preferiti che preferiti restavano tali dopo anni. Pensò alla musica che gli era cara a quella che odiava, ai film, al vento che tanto amava. Tutto era coerente e lui era sempre lui, gli altri no.
Nonostante le promesse o i giuramenti o le rassicurazioni gli altri erano irrimediabilmente cambiati.
Diversi.
Lui però era sempre uguale non fisicamente certo ma interiormente IDENTICO.
La lista delle persone era lì chiara come il sole: tutti erano diversi, tutti avevano.. tradito.
Laddove ##### era rimasto lui tutti gli altri avevano imbrogliato perché non erano più loro.
Erano altri.
Amore, odio, malizia, complicità, affetto, premura.. tutte verità dissolte. A ##### vennero in mente tante cose che lo smarrirono, i suoi pensieri si oscurarono e scese il buio dentro di sé. Quindi ripiombò in niente di nuovo. Era ancora una volta solo coi suoi pensieri.
Ma qualcosa lo turbava, era un tarlo continuo che lo distoglieva e non lo faceva riflettere. Aveva bisogno di rifletterEBASTAAA CAZZOOOO COSA C’È? E la signora con le buste smise di sorridere e rispose “Oh mi scusi! Riesco a caricare le buste della spesa da sola nell’auto, non volevo disturbarla.. mi scusi ancora”##### rimase impietrito.

Il mondo era riuscito a cambiarlo anche se per un momento. Finalmente era diventato come gli atri.