Ho deciso di abbandonare il caffè per il tè.
O thè.
O te.
O the.
O tea.
Raramente te’.
In pratica è acqua calda con delle erbette immerse a infusione.
Le erbette hanno lo straordinario sapore di erbette del cazzo.
Niente di più niente di meno che di banali erbe.
Certo se prendi quello giapponese sanno di erbe giapponesi.
Se prendi quello mentolato sanno di inutili erbette con l’aggiunta di mentolo.
Il tè in Europa risulta molto apprezzato dagli inglesi che ne fanno un rito, hanno i Tea House ovvero locali dove si gusta quest’ottima bevanda calda che sa di erba del cazzo. Gli inglesi sono famosi oltre che per essere i più grandi predoni della storia umana anche per avere un gusto alimentare raccapricciante infatti mangiano la pizza col mais o jellied eels, bubble and squeak e altra merda varia.
In oriente il tè del cazzo è apprezzatissimo per la sua delicatezza.
In oriente sono più delicati si sa, più tenui.
Poi mangiano il cavolo fermentato di anni o il namako e cagano i nazgul però il teino ci sta bene. Come spegnere una bomba atomica tattica gettandovi sopra uno spriz.
Il tè è perfetto per chi sta in ospedale, devi liberare un letto et voilà una bella tazza di tè come per dire “sei malato e non sei il benvenuto anzi speriamo che muori prima possibile”.
Mio padre diceva che il tè era favoloso, se ne faceva a litri.
Per il pediluvio.
