Una nuova consapevolezza.

Fino ad ora ti sei sempre considerato un mezzo cervello. Matematicamente scarso, qualche libro letto. Curiosissimo. Un po’ superbo, un po’ arrogante ma disposto allo scambio di opinioni. Affascinato dal buon senso.
Fino ad ora.

Oggi ho capito che sono un genio.
So come si sente un genio.
Questi due anni me l’hanno fatto capire.
Sono superspecialissimo.
Mi guardo e dico “cazzo ma sono il nuovo Leonardo Da Vinci!!!” senza fare nulla perché è semplice: basta non esprimere opinioni del cazzo, non intavolare discussioni con gli altri e non parlare a vanvera dentro se stessi. E DIVENTI UN FOTTUTO GENIO.

basta allontanarsi da questa massa di deficienti per sentirsi pieni, completi e in armonia.
Chissà se era così anche in altri periodi storici, madonna come mi piacerebbe viaggiare nel tempo e fare amicizia con qualcuno di normale come me per chiedergli “ma davvero erano tutti imbecilli come oggi? no dai non scherzare”.
DIOCHECURIOSITÀÀÀÀÀÀÀÀÀÀÀÀÀÀÀ!!!!
La curiosità uccise il gatto.

** quanto mi stanno sui coglioni quelli che fumano.
voglio fare una lista di cose che odio. Mi ci vorrà un rotolo di carta come le torri gemelle.
Che poi crollerà.
Come i miei coglioni.

L’uomo perfetto.

Per la prima volta nella mia vita di elettore
sono strasicuro di cosa sceglierei politicamente
per rappresentare questo paese
come carica di Presidente della Repubblica.
Mai figura più perfetta
per simboleggiare l’Italia.
Mai personaggio più aderente e indicativo
in quale livello versa una nazione.
Mai uomo fu più adatto
a testimoniare un popolo.


Sipario.

Sono un imbecille.

«’Sera»
«Buonasera, mi dica?»
«Vorrei quel pezzo di schiacciata, può tagliarla in due? Uno più grande e uno più piccolo»
«Così?»
«No vorrei che fosse.. hem.. uno due terzi dell’altro. Hehe come se la cavava Signorina in matematica?»
Arrossisce e guarda in basso «Beh.. io sinceramente non ero proprio brava. Così le va bene?»
«PERFETTO esattamente così. BRAVISSIMA vede uno è un terzo l’altro due terzi quindi un pezzo è il doppio dell’altro» Faccio il piacione acculturato. «Lei merita un bel sette Signorina.. he he»
«ops.. grazie». Arrosisce ancora. «Dunque sono due euro e sessanta»
«Ecco dieci euro.. ma vedo che ci sono queste caramelle a 20 centesimi l’una.. guardi ne prendo 3 e facciamo tre euro tondi tondi»
«Benissimo grazie. Buona serata!»
«Buona serata a lei!!». Esco.
Due passi. Mi fermo. Penso.
E cala una coltre buia di dolore-imbarazzo-afflizione. Rientro e le dico che razza di imbecille sono o mi tengo i venti centesimi e sovraccarico la bilancia del mio karma ancora una volta sapendo che sono un imbecille ma che lei non si è resa conto che sono un imbecille?
Resto li col sorriso ebete consapevole che in ogni caso ho aggiunto un tassello malevolo al grande puzzle della mia vita. Vorrà dire che nel giorno del Armaggeddon quando mi chiameranno urleranno “Vieni avanti.. IMBECILLE”
🙁

Non potrei mai fare Dio.

Cammino per Firenze e guardo stravolto le persone. Incredulo.
Fa freddino e tira vento.
Non riesco nemmeno a descrivere quello che vedo è un misto di schifo, pietà e disgusto: sono tutti ipnotizzati, impauriti e inebetiti da questa guerra psicologica senza rendersi conto che vivono uno scontro vero senza armi o bombe ma con le stesse caratteristiche che sui libri di storia vengono sbandierate ipocritamente come malvagie e indegne. I provvedimenti Greenpass come le leggi razziali fasciste. Si cerca un capro espiatorio per scrollarsi di dosso la propria ottusità. La propria confusione. Stupidaggine contro buon senso, ignoranza contro consapevolezza, incapacità contro perizia. E tutti a strillare che non è vero perché la propria opinione conta cazzo, ne ho diritto. Con la bocca tappata da una mascherina ma posso urlare.
George Floyd muore gorgogliando «I can’t breathe» e tutti indignati poi li costringono a indossare una mascherina ma nessuno si azzarda a dire I can’t breathe anzi I can breathe very well sti’ cats. Anzi mettiamone due di mascherine, thank you, thank u sir.
Santo Covid sei venuto a scoperchiare le magagne di una cultura debole e inconcludente. Come ringraziarti? Ti saremmo debitori come si è debitori di un tiranno, i milioni di Fantozzi ringraziano il supermegadirettore che li considera merdaccie. Più li umilia più il ragioniere dice «come è umano lei». L’indole interiore di un popolo non la cambi, i Fantozzi si piegano e ringraziano perché bramano la sottomissione. “Franza o Spagna, purché se magna” mica c’è bisogno di una faccia in Itaglia. Proprio non serve, è utile come un buco di culo sul gomito (cit).
E insomma cammino e i savi indossano questo bavaglio azzurro anche se portano il loppide a cacare allegramente (per strada ovvio), quelli che hanno capito si tengono a distanza svicolando per non avvicinarsi troppo, gli intelligenti parlano e hanno ragione e sono tutti così cretini, così grigi. Tetri.
POI ACCADE QUALCOSA DI INCREDIBILE sento una musica festosa, una melodia di persone che ridono. CHE CAVOLO SUCCEDE?? CHI CAZZO OSA RIDERE in mezzo a queste merde bigie? Chi osa essere felice in mezzo ai Fantozzi plumbei e lividi, mi fermo e guardo a destra e sinistra. C’è un eco rasente di allegria. Questo suono si avvicina e sembra proprio che qualcuno stia ridendo e sia gioioso. In mezzo alle pecore cineree affiorano LORO, vestiti di colori bellissimi, danzano cantano, ridono e salutano tutti. SONO MERAVIGLIOSI!
Hanno occhi liquidi e vestiti tenui con fiori incantevoli. Volteggiano e salutano senza curarsi dello schifo che hanno intorno, oscillano e suonano tamburi. Qualche squallido stronzo li guarda con scherno ridacchiando ed è come vedere una busta di piscio che dileggia un’orchidea. Un ragazzo canta con un microfono sgangerato e ammicca sereno a chiunque salutando, una ragazza vestita di vento gira e balla e due bimbi sorridono.
E sorridono.
E sorridono.
Mi commuovo.
Quando vedo che esiste qualcuno così mi sale il cuore in gola, in mezzo al raccapriccio nauseante delle persone normali appare questa combriccola festosa e mite. Ho sempre sentito dire che sono strani, che cantano e suonano in trance e sono addirittura pericolosi.
Infatti hanno un’aria losca, l’arancione va temuto. Il nero dei vestiti eleganti no è sinonimo di sicurezza ma l’arancione occhio. Dice che è il colore del Svadhisthana Chakra il secondo, quello della dolcezza ma è un codice, in verità in sanscrito “dolcezza” è “te lo metto nel culo vampirizzandoti” ma pochi lo sanno. Poi hanno il tilak sulla fronte, sono inquietanti. A volte ti offrono i dolcetti alla carota arancione pure quella ma si mormora che ci sia la droga dentro perché ridono e ridere è per i buffoni sarcastici mica per le persone vere.
..
Il gruppo si allontanta lasciando sguardi sorpresi, qualcuno scuote la testa e altri come se niente fosse successo. È appena passata una carezza di Dio e voi tutti a prendere i vostri fazzoletti imbevuti di disinfettante per pulirvi le non facce?
Se fossi Dio farei piovere DIOINCAZZATO dal cielo, mi fate sempre più schifo!
Fa freddino, tira vento e colpisce gli occhi. Mi esce una lacrima ma non è un pianto e poi non sono io, sono i miei occhi che piangono.

Hare Krishna.
Hare Krishna.
Grazie.